Pensieri d’amore

La mia maestra è la migliore amica di Gesù

Serena è una bambina di 4 anni che incontro alla Scuola dell’Infanzia di Buccinigo d’Erba (Como). Io da pochi mesi mi occupo della sostituzione di maternità della coordinatrice e la incontro nei corridoi, in sala da pranzo, all’ingresso e all’uscita con la sua mamma, in giardino. Soprattutto la incontro durante il tempo dedicato all’Insegnamento di Religione Cattolica che la Scuola propone settimanalmente ad ogni gruppo sezione.

La mamma mi racconta che durante il giorno di festa dell’Immacolata Concezione di Maria, Serena e la sua famiglia hanno organizzato un pranzo con dei conoscenti e un’amica della mamma le ha chiesto:

“Come va la Scuola, Serena?”

“Bene” dice lei “quest’anno c’è una nuova maestra”.

“Ah, una nuova maestra…” e, rivolgendosi alla mamma, aggiunge “chi è?”

È Serena a voler rispondere: “Lei è la migliora amica di Gesù”.

Serena ha messo a fuoco in modo cristallino e lucido una “verità nucleare”: Gesù si incontra se la persona che ne dà testimonianza ha con Lui un rapporto d’amore.

In buona sostanza Serena, che ogni settimana sentiva che la sua maestra le parlava di Gesù, della sua vita, delle sue parole, dei suoi gesti, della sue amicizie ha ben inteso che questa insegnante innanzitutto conosceva bene Gesù e, poiché ne parlava bene, ne ha dedotto in modo spontaneo che fosse una sua amica, anzi, la sua “migliore amica”, espressione che spesso tra i bambini è diffusa quando vogliono sottolineare il rapporto speciale, intimo e forte tra sé e un compagno.

Il mio anno di sostituzione lavorativa si è velocemente concluso; Serena è rimasta nella mia vita affettiva.

Serena ha chiesto al suo papà e alla sua mamma che si sposassero: ho partecipato così alle loro nozze. Poiché ho saputo che Serena ha poi chiesto ai suoi genitori di ricevere il sacramento del Battesimo confido di poterla rivedere presto…

Conosci Gesù?

“Conosci Gesù?” chiedo a Mattia, un bambino di 5 anni. “Sì” mi risponde.

“E chi te lo ha fatto conoscere?” “Don G. e poi gli altri preti, la mia nonna e il mio nonno”

“Come te lo immagini Gesù?” “Lui ha gli occhi azzurri come i miei, i capelli marroni e il corpo bello”

“Cosa ha fatto di importante?” ”Ha fatto un bel mondo, il mare, le montagne… e la gioia!”

“Cosa ha detto di importante?” “Ha detto che dovevano esserci delle persone e delle cose”

“Gesù aveva degli amici?” “Sì, gli angeli e poi la sua mamma Maria e il suo papà Giuseppe”

“Dove è nato Gesù?” “É nato dalla pancia della sua mamma, in una casa di paglia”

“Tu lo sai che Gesù è morto?” “Sì, don G. ci ha fatto vedere un DVD”

“E come mai è morto?” “É morto perché c’erano degli uomini cattivi che lo hanno ucciso. Gli hanno messo i chiodi nelle mani e nei piedi e lo hanno messo su una croce. Gli hanno messo anche una croce in testa”

“Cosa è successo dopo che è morto?” “É andato in cielo e è risorto”

“E adesso dov’è?” “É in cielo e guarda tutte le cose. Cura le persone morte e anche quelle vive. Come la mamma di Silvia che è morta. La conosci Silvia? Lei viene alla Scuola con me. Lei (la mamma) è in cielo con Gesù”

“Quando vai in chiesa dove è Gesù?” “Sulla croce. In chiesa poi si fanno tante feste… il Natale è la festa di Gesù, anche la Pasqua, anche quando arriva la befana!”

“Mattia, ti chiedo ora, se ne hai voglia, di recitare una preghiera che vuoi dire tu a Gesù”. A questo punto Mattia, senza alcuna difficoltà, si mette a cantare una preghiera che inventa al momento e che recita così: “Gesù Gesù, vieni da me, che ti dico una cosa importante. Vieni da me, vieni da me e facciamo tante cose insieme e poi giochiamo insieme. E poi ti lascio andare con i tuoi amici in cielo… Vieni Gesù, Vieni Gesù”

“Gesù ogni tanto ti dice qualcosa?” “Gesù mi dice delle cose, ma a bassa voce e io non lo sento perché delle volte ci sono dei rumori. Quando (Gesù) abita in Cielo è troppo lontano e non lo sento. Quando abita nel mio cuore sì (lo sento).

Un’ottima educatrice

Da qualche giorno nella scuola dell’Infanzia che coordino lavora Ilaria, una giovanissima maestra alle prime armi con un gruppetto di 20 bambini. Io resto in aula con lei per qualche tempo, nel caso abbia bisogno di qualche informazione o indicazione.

Ma resto poco. Esco dall’aula dopo aver assistito a questa scena: Luca, un bambino di 5 anni le mostra un disegno da lui realizzato e le chiede “Ti piace maestra?”. Lei risponde “A te piace il tuo disegno?”. “A me sì” dice Luca. “Allora piace anche a me”, è la risposta di Ilaria. Ho sentito e visto abbastanza.

Ilaria è già un’ottima educatrice.

Il resto si farà…

(Stefania Cagliani)

L’unico modo giusto per starci

Ecco le parole di un’educatrice che descrive le sue prime settimane con i bambini della Sezione Primavera, al primo piano di una piccola Scuola dell’Infanzia della bergamasca: rivelano l’atteggiamento educativo più alto che ci si possa augurare al fine di permettere una crescita serena e autentica.

Quello di chi si abbassa…

“Mi chiamo Viola e sto tutto il giorno ai piani alti, sospesa come su una nuvola, in compagnia di questi nove tipetti. Quando mi siedo a terra sono alta come loro. Ed è così che mi piace stare. È l’unico modo giusto per starci. Se allargo braccia e gambe riesco ad abbracciarli tutti insieme. Dovrei essere la loro educatrice, che qualcuno chiama maestra o insegnante. Ma come avrete capito sono io che ogni giorno ricevo in dono un insegnamento da loro!”

Promuovere una vera educazione alla sessualità

Per promuovere una vera educazione sulla sessualità è importante avere ben chiaro che cos’è la sessualità e soprattutto perché siamo maschi e femmine.

Senza questa chiarezza, infatti, si rischia di perdere di vista la vera finalità di ogni educazione che è quella di aiutare le persone (in questo caso i bambini) a scoprire il tesoro nascosto dentro di loro, il disegno d’amore per cui sono nati.

Questo disegno è iscritto dentro tutte le fibre dell’essere umano e, in particolare, nel fatto che siamo femmine e maschi.

Questa evidenza dei nostri corpi femminili e maschili dovrà essere rispettata in tutti i modi e, lungi da tutte quelle teorie che tendono a ritenere la sessualità come un puro arbitrio della nostra volontà, sarà importante favorire nel bambino la piena coscienza di questa bellezza presente sin dal concepimento.